“Posto occupato”, perché le donne uccise non siano dimenticate

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“Posto occupato”, perché le donne uccise non siano dimenticate

logopostooccupatoPer loro ci sarà sempre un posto vuoto, non ci sono più, uccise dai loro compagni o ex, tramutati in stalker e assassini. Per loro ci sarà sempre un “posto occupato”, che è il nome dell’iniziativa ideata da Maria Andaloro, 43 anni. «Posto occupato vuol dire che lì non ti puoi sedere – spiega Andaloro – lei poteva esserci seduta ma è stata ammazzata. È come se queste donne fossero ancora tra noi, e in effetti, è così, la loro assenza peserà ogni giorno ai loro cari». Aggiunge Andaloro, «per non dimenticare ciò che è successo, più posti occupati ci saranno e più non potremo fare a meno di capire che uno schiaffo è solo l’inizio: gli uomini non devono darlo e le donne non se lo devono prendere».

Trame ha deciso di riservare un posto, una sedia verde, in ricordo per tutte quelle vittime di femminicidi che hanno pagato con la vita la loro sottomissione o il tentativo di riscatto, perché la violenza può aumentare quando la donna decide di interrompere la relazione.

Chiunque può aderire all’iniziativa basta scaricare la locandina dal sito www.postoccupato.org e attaccarla a una sedia o panchina, a un cinema, a un teatro, a un evento.

Sono già un centinaio, in un solo mese, le persone, associazioni, comuni, università che hanno partecipato o intendono farlo. Potete trovare le foto e la mappa di tutte le associazioni, ma anche privati cittadini che hanno aderito.

un posto occupato di unìassocizoine che ha aderito

un posto occupato

By |2018-11-09T15:24:09+00:009 Marzo 2015|Equo e solidali, Solidarietà|0 Comments